L’ACCADEMIA EUROPEA DELLE ARTI a.s.s.l. COMITATO NAZIONALE ITALIANO
con sede a Treviso – Italia, promuove la quinta mostra d’arte dal titolo:



“ARTE, CUORE D’EUROPA”

Dal 3 al 31maggio 2014



Mostra 2014 Santa Margherita


ARTE, CUORE D’EUROPA


Nell'ampio chiostro di Santa Margherita presso l'Archivio di Stato di Treviso l'Accademia Europea delle Arti - Comitato Nazionale Italiano ha organizzato la mostra di pittura e scultura.
Con interesse ed entusiasmo hanno aderito ventisei artisti di cui sedici italiani, sette provenienti da vari paesi europei e tre dal Marocco. Una vetrina importante per seguire l'arte moderna attraverso l'impegno e le nuove proposte degli artisti. La strada dell'arte non è facile da percorrere. In questa mostra ci troviamo di fronte un gruppo di artisti che con grande personalità presentano nuove idee con un linguaggio pittorico originale. Sono i fantastici percorsi di colore a dare il tono a tutta la mostra.
Quest'anno l'omaggio all'artista è stato dedicato al pittore-incisore trevigiano Giovanni Barbisan, nel centenario dalla sua nascita, noto per la sua dedizione nel campo delle incisioni che ha prodotto con raffinata semplicità fin dai primi anni del suo percorso artistico.
I ringraziamenti per la realizzazione di questa quinta edizione della mostra vanno a tutti coloro che con grande partecipazione ne hanno permesso la realizzazione ed agli artisti.


La presidente
Prof Bruna Brazzalotto



OMAGGIO A GIOVANNI BARBISAN DEL CENTENARIO DALLA SUA NASCITA


… La sua arte del resto testimonia l’uomo. Barbisan è uno dei non frequenti casi, ove si può con sicura e piena consapevolezza affermare che il tipo di arte prodotta e il tipo di vita vissuta sono perfettamente e univocamente insieme in splendida coerenza, senza quelle sbavature noiose ed irritanti che tante volte si notano ripercorrendo la vita di altri artisti, per i quali si ha un bel dire che ciò che conta è l’opera e solo l’opera, ma poi alla fine non riesci mai a dimenticare quel che hai appreso dalla lettura della loro biografia. Non così comunque per Giovanni Barbisan. Coerente ai suoi principi, ha impostato la vita senza lasciarsi sedurre dalle stravaganze delle mode artistiche, dalle tentazioni del mercato. Ha sempre saputo che il popolo degli amanti dell’arte costruisce con le proprie mani gli idoli che poi adora. E lui non ha voluto essere un idolo per nessuno e non ha voluto adorare alcun idolo degli altri. Libero, dunque, da quegli, artificiali bisogni d’immagine, che non rendono l’uomo né più grande né più uomo.


Le incisioni


L’iter che ha segnato l’attività incisoria appare diverso da quello pittorico. L’insegnamento alle tecniche calcografi che venne a Barbisan, quasi del tutto accidentalmente, durante gli anni dell’Accademia di Venezia, da Giovanni Giuliani. Cito le esatte parole di una sua lettera: «La mia formazione artistica la considero da autodidatta, perché all’Accademia di Belle Arti di Venezia non mi insegnarono nulla. Frequentai il corso di decorazione per volontà di mio Padre (perché era un piccolo decoratore) e l’insegnante Guido Cadorin. Guido Cadorin stava lavorando a Trieste a S.Giusto eseguendo dei mosaici e in due anni di scuola si è fatto vedere qualche volta per poco tempo. Allora ripiegai a frequentare il corso di incisione frequentato quasi da nessuno e il buon Giovanni Giuliani s’interessò di me». Le prime incisioni sono comprensibilmente nello spirito dei dipinti, quasi che l’artista cercasse una comunicazione fra le due tecniche: lo si può ben notare, ad esempio, nel dipinto Fuori le Mura del 1936 che ripete con qualche variante un’incisione dell’anno precedente, Paesaggio invernale. Poi ben presto, intorno a questi stessi anni, c’è una parentesi morandiana, avvertibile soprattutto nelle nature morte, talvolta con soggetti scopertamente desunti dal maestro bolognese. Poi negli anni seguenti questi soggetti cominciano ad intervallarsi con i paesaggi, dapprima paesaggi urbani, o comunque vedute con qualche casa, poi a partire da Siepe al sole del 1939, Barbisan comincia a esplorare il brano paesaggistico a sé. Ma sarà un tentativo che per il momento rimane pressoché isolato, perché per tutti gli anni Quaranta seguitano a comparire nelle lastre di Barbisan le nature morte, già viste in precedenza, e i paesaggi legati al mondo agricolo e in genere tratti dalla campagna trevigiana. Dunque, in sostanza, per quanto concerne questo periodo le incisioni di Barbisan non mostrano particolari novità a livello dei soggetti, poiché l’interesse è volto ora verso un elemento che diventerà più tardi fondamentale nella sua opera incisa. Parliamo della luce: in questi anni è ancora una luce solare, abbagliante, a tutto campo. In diverse acqueforti degli anni Quaranta l’atmosfera appare infatti letteralmente inondata dalla luce, ma già essa comincia in qualche caso a trovare le strade di ricercati preziosismi, come in Sedie e tavoli un’acquaforte del 1941, che è sostanzialmente una riflessione sui giochi della luce e delle ombre in un’atmosfera di grande quiete e tranquillità. Come vedremo, questo elemento in seguito acquisterà un’importanza sempre più pregnante e la luce verrà ricercata dall’artista non più attraverso la sua esplosione en plein air, nell’ora meridiana, quanto piuttosto attentamente osservata filtrare attraverso intrichi d’ombra, impreziosita dai chiaroscuri, raccolta nella meditata consapevolezza di riuscire a creare, di per se stessa, senza ausilio dei soggetto, l’atmosfera di tutta la composizione. …



Giovanni Barbisan

Giovanni Barbisan è nato a Treviso nel 1914.

Fin da giovanissimo ha partecipato alle più importanti mostre in Italia e all'estero. Presente a tutte le Biennali d'arte di Venezia dal 1936 al 1966, è stato premiato alle edizioni del '40 e del '50. Ha partecipato a cinque Quadriennali di Roma, alla Mostra d'Arte Italiana a Berlino nel '37, al Cairo nel '50, a Lisbona e ad Atene nel '53; e quindi a Boston, Stoccolma, Lima, Tokio, Lugano, Wiesbaden, Bruxelles, Mosca, Lugano, Varsavia...
Premiato alla Quadriennale di Roma nel '53 , al Premio Michetti nel '52, al Premio Burano nel '54, al Premio Marzotto nel '55, alla Mostra nazionale del Ritratto a Firenze nel '55, e a moltissime altre rassegne nazionali. Nel Museo d'Arte Moderna di Ca' Pesaro (Venezia) è stata allestita nel '74 una grande antologia di duecento acqueforti passata poi, nel '76, a Palazzo Braschi di Roma. Nel '78 e nell'82 due grandi mostre a Villa Simes di Piazzola sul Brenta. Sue opere figurano nelle Gallerie d'Arte Moderna di Roma, Venezia, Torino, Verona e nella collezione del Castello Sforzesco di Milano; quindi nei musei di Stoccolma, Bruxelles, Boston, Filadelfia, New York, Mosca, Berna, Cairo, oltreché in numerose altre collezioni pubbliche e private.
Giovanni Barbisan è morto improvvisamente ad Orbetello il 17 giugno 1988.





Mostra 2014
Catalogo della mostra