L’Accademia Europea delle Arti con sede in Belgio e la sezione italiana con sede a Treviso, promuove una mostra d’arte dal titolo:



“L’Arte come libertà del pensiero europeo”

Mostra 2009 Villa Pisani


Treviso in Europa, nasce dalla cultura trevigiana nel volersi fondere con la cultura europea, in un rapporto di scambi per avvicinarsi alla nuova Europa e portare Treviso come vessillo dell’Italia in questa manifestazione di pittura e scultura con artisti che rappresentano l’arte in Europa.

Per questa iniziativa è stata scelta Villa Nazionale Pisani di Stra (VE), simbolo di quella che può essere una grande manifestazione che rappresenta l’Italia.

All’esposizione saranno invitati venti artisti di chiara fama dell’Accademia Europea delle Arti. Per questo abbiamo la collaborazione del Segretario Generale Internazionale dell’Acc. Europea delle Arti sig. Alphonse Crepin di Leuze (Nam), Belgio. La Sezione italiana è costituita dal presidente onorario scultore Simon Benetton, dalla presidente e fondatrice del gruppo pittrice Bruna Brazzalotto, dallo scrittore, musicologo, e critico d’arte Giuliano Simionato, dal pittore Salvatore Marcon, dalla pittrice e delegata per la Sicilia Aurora Bonanno Conti Natoli, dal Curatore Artistico Antonio Altinier, dal giornalista e scrittore Fausto Pajar, dal Segretario Genarale  Angelo Arsetta e dal Segretario aggiunto poetessa Aurora Fiorotto Arsetta.


OMAGGIO A NINO SPRINGOLO


A corollario, in termini di testimonianze precorritrici del tema proposto, la Mostra dedica spazio significativo a Nino Springolo (1886 – 1975), uno dei più autentici esponenti della pittura veneta del Novecento. Sodale di Gino Rossi, Arturo Martini, Giovanni Comisso, largamente presente nelle esposizioni nazionali e aperto ai movimenti contemporanei europei, egli ha professato un’arte, che, oltre che alla sostanziale adesione alla realtà, rivela l’ammirevole sintonia con la terra natale. La sua tensione verso il “vero” si è accompagnata alla profonda religiosità delle cose, e la sua esplorazione del mondo ha avvertito la necessità di essenzializzare, di rapportare all’umano, cioè al possibile, quanto di assoluto e misterioso ci circonda. Di qui, la sua concezione dell’arte come vocazione, la sua rigorosa indagine dei soggetti, penetrati con grande forza strutturale e cromatica. “Verità e bellezza sono al di là di quello che subito appare”, egli asseriva, alieno da velleità esteriori e da poetiche ideologizzate. Così da riuscire a conservare un’autonomia di ricerca non intaccata del tempo e – monito anche questo attuale – a realizzare nella sua opera la sintesi sempre avvertita fra soggettività del reale e oggettività del razionale. Giuliano Simionato



Nino Spigolo


Nino (Agostino) Springolo, secondogenito (lo precede Maria e lo seguono Gianni e Domenico) è nato a Treviso il 1 marzo 1886, da Giovanna Comisso (zia di Giovanni) e Davide Springolo. Gli viene dato il nome del nonno paterno, cui la famiglia Springolo deve l'agiatezza: il nonno, infatti, abile e prudente commerciante di stoffe e tappeti come i suoi avi, aveva ulteriormente arricchito e consolidato la ditta, trasferendola nel centro della città, sotto i portici di via Calmaggiore.

Il padre Davide si diletta di botanica, musica e pittura.

Nino frequenta il liceo classico della sua città, avendo come professore di Italiano Augusto Serena e dimostrando interessi artistici: scrive poesie, prende lezioni di musica dal maestro Tirindelli e di pittura da Luigi Serena.

Completati gli studi classici, nel 1907 si reca a Venezia presso la scuola di Cesare Laurenti, dove conosce Guido Cadorin di cui diviene amico.

Laurenti lo presenta alla I mostra a Ca' Pesaro dell'Opera Bevilacqua La Masa del 1908 con cin­que disegni. Quindi, con una lettera di presen­tazione del maestro, dall'ottobre del 1909 al luglio del 1910, insieme con l'amico Adolfo Callegari, Springolo frequenta l'Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, alla scuola di Hackl, in un primo tempo, per passare presto a quella di von Habermann.

Rientrato a Venezia apre lo studio in Palazzo Canal. Inizia quello che viene definito il periodo scuro della sua pittura. L'incontro con gli artisti futuri­sti, favorito anche dalla mostra personale di Boc­cioni alla Ca' Pesaro del luglio 1910, lo spinge a riflettere sul suo lavoro e ad avvicinarlo, in ma­niera del tutto personale, a forme divisioniste che egli interpreta, in un primo tempo, con quei qua­dri che Guglielmo Ciardi chiamerà 'le tagliatelle'.

Springolo continua ad essere vicino ai giovani di Ca' Pesaro e con loro partecipa nell'estate del 1914 alla mostra all'albergo Excelsior al Lido: 'Esposizione di alcuni artisti rifiutati alla Biennale'. Nell'autunno dello stesso anno è presente alla 'Il Mostra della Secessione Romana'.

Il sette ottobre ha sposato, contro il volere dei geni­tori, Beatrice Calzavara. Compie il viaggio di nozze in Toscana.

All'inizio del 1915 è presente con il gruppo cape­sarino all''Esposizione di Bozzetti' all'Hotel Vittoria di Venezia e alla 'III Mostra della Secessione Romana'.

Il 31 agosto è chiamato alle armi e il 18 settem­bre nasce il figlio Davide. Ufficiale di fanteria, prenderà parte alla battaglia della Bainsizza. Congedato nel maggio del 1919, va 'ad abitare a Onè di Fonte, nella campagna trevigiana. Ad Onè vive modestamente con il mensile paterno che gli permette, tuttavia, di dedicare interamente le sue energie alla pittura ad olio, aprendo quello che viene chiamato il periodo di Oné, uno dei più felici artisticamente, disegnando e dipingendo seguendo i risultati di una personale interpreta­zione del Divisionismo, con una visione tutta sua della pittura di Cézanne e Pissarro. Proficui in rapporti artistici ed affettivi con il cugino Giovanni Comisso. Nel settembre 1921 riprende ad esporre alla 'I Mostra Regionale d'Arte' di Treviso


Catalogo della mostra